La crisi della GDO è iniziata nel 2004, ben prima della Lehman Brothers

Data:

La crisi della GDO è iniziata nel 2004, ben prima della Lehman Brothers

Giugno 2018. Per convenzione, per abitudine, per acquiescenza (o più semplicemente perché non si ha tempo-voglia di scavare negli archivi), tutti diciamo che la crisi dei consumi, e quindi della GDO e delle sue vendite, è iniziata nel 2008-2009 con la crisi finanziaria importata dal crollo della Lehman Brothers e dei suoi derivati infetti.
 
In realtà la crisi delle vendite della GDO è iniziata quattro anni prima, nel 2004.
 
Guardate questa tabella composta incrociando dati Nielsen e IRi senza nuove aperture.
 

 
Dunque, come i dati dimostrano, la crisi è iniziata nel 2004. In quell’anno inizia il segno -, che raffrontato con il 2003 fa perdere ai canali della GDO ben 5,2 punti. Il 2017 è tornato in positivo.
 
Perché questi dati sono importanti e non vanno sottaciuti. Perché la crisi delle vendite è una crisi di modello, basato sul supermercato dello scatolame e non dei servizi con l’occhio attento alle vendite e all’innovazione e alla customer journey allungata. I retailer hanno continuato a incamerare benefici contrattuali provenienti dall’IDM, fino al 15% del loro fatturato e non si sono (o lo hanno fatto poco) concentrati sul loro vero mestiere, che è quello di vendere, dopo aver bene comperato. Se aggiungiamo che l’efficacia delle attività promozionali è negativa già da qualche anno, voi capite bene che c’è più di qualcosa che non va.
 
Il riferimento delle vendite alimentari è la GDO, ovviamente, dove la competizione orizzontale fra retailer si sta facendo aspra, ma esistono molteplici canali dove le persone acquistano i prodotti alimentari, di alto di gamma e di basso prezzo: mercati ambulanti, in sede fissa, mercati all’ingrosso, gruppi di acquisto solidale, negozi tradizionali, grandi superfici specializzate (dal salmone dell’Ikea ai vini di Viridea, ma l’elenco è lunghissimo), negozi dei produttori, degli artigiani e chi più ne ha ne metta. Aggiungiamo anche l’auto-produzione, difficilmente quantificabile, ma tendenzialmente in espansione e il quadro è fatto.
 
Anzi no. Perché dobbiamo aggiungere tutti i tipi di ristorazione e di horeca esistenti che, di fatto, fanno concorrenza alle insegne della GDO. D'altronde a mezzogiorno se una persona va in pizzeria non può andare contemporaneamente ad acquistare un piatto pronto in un supermercato, non è vero?
 
Sono appunti giornalistici supportati da molte evidenze che, come dicevamo, devono far riflettere sia sul modello di business, sia sulle tendenze del retail in atto. Cioè: serve un ripensamento a 360° con una vision diversa dal passato.
 
Il 94% delle vendite totali del retail passa ancora dai negozi fisici. Ma bisogna anche ricordare che:
. l’85% della popolazione usa lo smart phone abitualmente,
. il 79% del tempo speso on line proviene dal mobile phone,
.  il 90% del tempo speso su mobile proviene dalle APP.
 
Il problema da risolvere è nella customer journey, che si è articolata vieppiù in questi anni.
 
Nell’acquisto il cliente chiede:
. ispirazione anche nello scaffale a self service,
. avere dei consigli (la panettiera dell’Esselunga di Papiniamo-Milano, mi ha consigliato recentemente i tortellini sfarinati, ero perplesso ma li ho acquistati e il rapporto qualità-prezzo è eccellente),
. avere a disposizione immediatamente il prodotto che cerca,
. di toccare il prodotto nel negozio,
. di avere informazioni veritiere e comprovate,
. e infine di pagare il giusto.
 
Morale della favola: ripensate il retail e i clienti ve ne saranno grati.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Sei umano? *

Condividi:

Popolari

Articoli simili

Tavolo Pro Pallet®:La logistica si fa design

Come si può massificare l'esposizione senza rinunciare all'estetica e, soprattutto, ottimizzando le operazioni di carico e scarico? Lo scopriamo esplorando le soluzioni di Retail Modeling, azienda marchigiana che fa dell'innovazione espositiva la sua mission.

Il Vertical Farming non è adatto alla spesa online?

Il vertical farming continua a farsi spazio sugli scaffali della grande distribuzione italiana. Dopo alcune sperimentazioni degli ultimi anni, abbiamo fatto notare che anche l'MDD si apre sempre di più a questo modello produttivo innovativo: prima Esselunga e Tigros, ora il Gruppo Selex nella sua gamma premium.

Perchè fare spesa da Extracoop è stressante?

Camminando tra le corsie del punto vendita Extracoop all'interno del centro commerciale GrandEmilia, si ha la sensazione che l'esperienza di spesa presenti delle pecche importanti. Da cosa deriva questa percezione? Scopriamolo, analizzando il percorso cliente.

Nordsee, il fast food tedesco del pesce: la nostra review

Nel panorama della ristorazione veloce europea, Nordsee rappresenta un caso interessante. Si tratta di una catena specializzata esclusivamente in prodotti ittici che, nel tempo, ha saputo evolversi da impresa di pesca a player del canale quick service restaurant.