Le promozioni diminuiscono ma aumentano gli assortimenti. Verso la saturazione

Data:

Winter Card

Ottobre 2018. NON È un caso che si riduca progressivamente il ruolo delle promozioni come leva per spingere le vendite e, viceversa, sia l’assortimento – la sua dimensione ma soprattutto la sua gestione dinamica – a diventare elemento strategico della manovra competitiva dei retailer italiani.

IN QUESTO SENSO, dopo alcuni anni di progressivo incremento del numero medio di referenze nel 2018 si assiste ad una sostanziale saturazione dello spazio a scaffale (almeno nei supermercati) e – corrispondentemente – ad una maggiore rotazione di vecchie e nuove referenze. Non si arresta infatti, la crescita dell’offerta di nuovi prodotti che è praticamente raddoppiata dall’inizio del decennio ed oggi può contare su quasi 40 mila nuove referenze ogni anno.

QUESTO INCESSANTE AFFOLLARSI di nuove proposte commerciali determina un elevatissimo turnover di prodotti e basse percentuali di concreto successo. Una ridottissima quota di nuovi prodotti (circa l’uno per cento) guadagna una dimensione nazionale, la maggior parte resta, invece, in ristretti ambiti territoriali o di formato; un quarto dei prodotti addirittura scompare già pochi mesi dopo l’introduzione.

A DISPETTO DI tale forte rotazione, il rinnovo degli assortimenti determina effetti importanti sulle vendite della grande distribuzione. In questo senso, infatti, il fatturato dei nuovi prodotti introdotti sul mercato nell’ultimo anno ha coinciso con l’intero incremento delle vendite della Gdo, se è vero che le referenze esistenti all’inizio dell’anno hanno fatto segnare una variazione marginalmente negativa.

PERALTRO, L’IMPATTO POSITIVO della dinamica degli assortimenti assume un effetto ancora più marcato sui segmenti in maggiore crescita negli ultimi anni. Infatti, i prodotti certificati, il mondo del “free from”e del “rich in”, soprattutto i prodotti biologici e quelli vegani, hanno tutti bisogno di un continuo rinnovamento dell’offerta commerciale per dare risposta alla continua sperimentalità del consumatore.

Fonte: Nielsen per italiani. coop

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Sei umano? *

Condividi:

Popolari

Articoli simili

Esselunga: Website Review

Abbiamo analizzato il sito web di Esselunga S.p.A., best performer della GDO italiana con un business online estremamente sviluppato. Il sito ufficiale dell'azienda rappresenta oggi uno dei principali touchpoint digitali nel mondo del retail alimentare: cosa sarà emerso dalla nostra valutazione?

La ristorazione in catena in Italia: crescita o crisi?

La ristorazione in catena è un modello che, partito dall'America, si è consolidato anche in Italia, mostrando crescite interessanti. Come mai, allora, è ancora difficile trovare business model profittevoli in questo segmento? Approfondiamo il tema partendo dai numeri.

12 Oz: lo street coffee italiano resiste?

Nel panorama italiano delle caffetterie in catena, 12 Oz rappresenta forse uno dei tentativi più strutturati di ripensare il consumo del caffè in chiave urbana, veloce e contemporanea. Nato a Milano, il brand si colloca in una fascia intermedia tra cultura italiana dell’espresso e modelli internazionali di coffee shop. Un posizionamento che porta con sé alcune fragilità potenzialmente rilevanti.

MDD Test, tagliatelle con funghi porcini: Eurospin VS Lidl

Oggi mettiamo a confronto le tagliatelle ai funghi porcini "Monissa" di Lidl e "Tre Mulini" di Eurospin. È stata effettuata un'analisi su packaging, rapporto qualità/prezzo e ingredienti oltre alla consueta prova d'assaggio. In fondo all'articolo, riportiamo le pagelle dei due prodotti.