Le scommesse di Pewex sulla carne: il caso Ultramercato

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Pewex, attraverso il suo format “Ultramercato”, punta a valorizzare i reparti freschi in modo particolare, dalla macelleria alla pasticceria per arrivare all’angolo della pasta fresca, prodotta In Store. Facciamo un focus sulle carni per vedere come il retailer implementi il metodo POS nella gestione del banco servito.

Abbiamo già scritto del Pewex di Viterbo nell’articolo “Con l’Ultramercato, Pewex conferma i suoi valori fondanti” ed oggi torniamo a parlarne facendo un approfondimento sul comparto macelleria del negozio. Come noto, l’insegna punta molto sulle carni, prova ne è che sui propri volantini dedica a tale merceologia ampio spazio.

In questo store che, comunque, rappresenta un nuovo format al quale l’azienda dedica l’insegna Ultramercato, la macelleria si inserisce in un ambiente dove il fresco viene nobilitato a tutto tondo: si dà ampio risalto infatti anche a pescheria, banco al taglio, pasticceria, gastronomia, pasta fresca (prodotta In Store), sushi e congelato sfuso.

Quando, nell’ambito delle nostre Retail Road Trip periodiche, ci capita di visitare negozi del GROS e, nello specifico, alcuni di quelli della rete Pewex, viene naturale pensare ad un fenomeno: mentre molti retailer, per far quadrare il conto economico, riducono il numero delle macellerie servite, Pewex alza il livello di servizio notevolmente, senza riserve.

Visto il successo commerciale del GROS e di realtà che operano con politiche affini a quelle impiegate dal gruppo romano, appare chiaro come chi soddisfa adeguatamente i bisogni della clientela valorizzando il fresco, garantendo convenienza ed operando attraverso strutture della giusta dimensione (prevalentemente super store) può ottenere risultati di vendita eccezionali anche in presenza di bacini d’utenza affollati dai concorrenti.

In altre parole, la GDO è passata da uno schema di presidio, ovvero “apro piccole e medie metrature dovunque ci sia spazio” ad un gioco di perfezionamento: “meglio pochi negozi ma buoni, ovvero grandi abbastanza e con un ottimo livello di servizio, piuttosto che tanti piccoli store più vulnerabili commercialmente e, quindi, a tendere sotto performanti“. Ciò anche perché, per molti clienti, il fatto che un negozio sia vicino casa non lo rende necessariamente appetibile per la spesa. Bisogna sempre ricordare, infatti, che è l’assortimento a costituire la prima ragione di venuta per il consumatore medio.

Un focus sulla carne di Pewex

Le promo sono esposte alle spalle del bancone mentre, sul davanti, vediamo la carne gestita secondo la logica POS, acronimo che sta per Pulizia Ordine Selezione.

Le carni vengono quindi esposte in modo ordinato e pulito. L’assortimento è poi abbastanza ampio e, come visibile dalle foto, i prodotti risultano spesso e volentieri già porzionati. Non ci sono, quindi, grandi pezzi di carne ancora da tagliare ma formati (fette, bocconcini etc.) che, per il consumatore, sono più riconoscibili e fruibili.

Vediamo lo stesso ordine anche nell’ambito delle preparazioni pronte da cuocere e dei panati. Il display è navigabile, l’assortimento invitante e la selezione adeguata. Questi sono elementi che, generalmente, contribuiscono a rendere una macelleria performante. Infatti, al momento della visita, molti clienti acquistavano carne sia al banco servito che presso le vasche self.

Relativamente allo spazio refrigerato a libero servizio, notiamo come Pewex abbia una ricca scelta di tagli confezionati in negozio, visibili in parte nelle foto qui sopra ed apprezzati dalla clientela. D’altronde, il sistema che consiste nel gestire un reparto servito qualitativo utilizzandolo anche come centro di confezionamento per riempire i frigo self antistanti si dimostra sempre utile per ottimizzare le risorse ottenendo buone performance.

Un solo dubbio: l’angolo della carne frollata

Nell’articolo citato in apertura parlavamo di come Pewex abbia dedicato uno spazio a sé stante alle carni frollate e ad alcuni tagli adatti al barbecue.

Dopo diversi mesi dalla nostra prima visita, abbiamo deciso di tornare nuovamente in questo angolo del negozio per verificare quanti clienti vi entrassero in un intervallo di tempo di circa mezz’ora. La risposta: nemmeno uno, nonostante l’importante flusso di persone tra le corsie. Gli hamburger presenti nello spazio citato, forse a causa delle scarse rotazioni, sono infatti tutti scontati del 10%. Il nostro è un mero riscontro empirico, assolutamente insufficiente per arrivare a delle conclusioni oggettive. C’è però il sospetto che il fatturato/mq di questa cave possa risultare al di sotto delle aspettative.

In RetailWatch, come sempre, continueremo a monitorare le scelte che i vari retailer, a livello territoriale, decideranno di effettuare per valorizzare i reparti del fresco in termini di assortimento, produzioni, metodologia espositiva e politica promozionale.

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