Ma il consumatore vuole davvero prezzi bassi e promozioni?

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Ma il consumatore vuole davvero prezzi bassi e promozioni?
 
Maggio 2016. La tabella pubblicata qui sotto risponde alla domanda del titolo di questo articolo: ma il consumatore vuole davvero prezzi bassi e promozioni? La risposta è ni, forse, dipende. Il primo item di scelta del punto di vendita, infatti, è il livello medio dei prezzi.
 
 

Fonte: Indagine Cermes 2016
 
Il livello medio dei prezzi non è il prezzo basso e nemmeno le promozioni, certamente. Entrambi questi due item contribuiscono a formare nella testa del cliente un determinato indirizzo, ma non sono egemoni rispetto alla batteria delle risposte.
 
Probabilmente il consumatore per livello medio dei prezzi pensa che quel supermercato pratichi dei prezzi equilibrati, alla sua portata, adatti alla spesa che si accinge a fare. E qui entrano in ballo la singola esperienza di acquirente, dovuta alla comunicazione e al posizionamento espresso nel tempo. Non basta dire prezzi bassi e certamente è difficile parlare di prezzi medi, ma questa è la vera sfida di comunicazione e di marca che i retailer dell’alimentare devono accettare.
 
Altre ricerche parlano di biologico, sperimentazione di prodotti esotici e diversi dalla routine, di piatti pronti, item che rappresentano il rapporto innovativo e di fiducia fra clienti e gdo. In realtà per conquistare il palmares di supermercato di fiducia servono ben altri elementi.
 
La qualità dei prodotti freschi
Freschi e ortofrutta in primis. Ma l’ortofrutta nelle grandi catene dura poso fuori del frigo per processi industriali e logistici lunghi, lunghissimi. Uno dei dati che manca agli osservatori è proprio quello del reparto ortofrutta. Come sta andando in volume e in valore? Nella marginalità? (NDR: se mi mandate qualche buon dato scrivo un articolo). Molte persone preferiscono, dopo aver fatto la spesa dello scatolame e dell’altro fresco, andare a comprare la frutta dal contadino (nei centri extra urbani) o dal fruttivendolo (in città) dove la stagionalità è una cosa seria e dove il sapore ha ancora un senso di consumo.
 
La presenza delle diverse fasce di prezzo
Nei tempi dell’iperscelta è un argomento scivoloso perché i clienti vogliono si assortimenti larghi e profondi, ma poi si lamentano con i ricercatori di mercato perché le fasce prezzo non sono così evidenti come pubblicizzato. Non a caso l’Every day low price che di fasce prezzo ne ha due, tre, raggiunge molti consensi e sposta clienti da un negozio all’altro.
 
Le promozioni
Chi vuole rinunciare alle promozioni deve trovare un nuovo modello di business e un nuovo assortimento all’U2-Gasbarrino. Le promozioni, infatti, dice la tabella, sono il sale del commercio della Gdo, senza non si va da nessuna parte. Di certo c’è (stando ai dati Nielsen) che il 42% delle promozioni sono in perdita. Eppur si fanno, si promulgano e si difendono. Ma fino a quando, visto che i bilanci denunciano temporalone in arrivo?
 
La facilità di ricerca dei prodotti e il rifornimento dello scaffale
Tema non secondario, visto che ormai, come dice una recente ricerca di GS1Italy, un consumatore su tre è disappointed se vede rotture di stock, e c’è il pericolo serio che cambi negozio oltrechè prodotto o categoria. Riuscire a non avere rotture di stock e facilitare la lettura dello scaffale è davvero la sfida con l’e commerce, visto che sui siti basta attivare il cerca per trovare il prodotto, oltre la categoria. Con comodità sconvolgente.
 
La presenza di un buon reparto panetteria
A Daniele Fornari, UniCatt Piacenza, piacciono le provocazioni. Prima di ortofrutta (da sempre reparto segnaletico) ha fatto inserire come reparto segnaletico la panetteria. Suvvia, professore. Come sa i processi industriali del pane nella Gdo privilegiano prodotti surgelati che provengono dall’estero, con un costo logistico importante. E poi sono fatti rinvenire nei forni dei negozi con una pennellata a base di ammoniaca per fare la doratura. Lei personalmente dove va a comprare il pane? Dica la verità.
 
La coda alle casse
E per ultima una vera e propria spina nel fianco di qualsiasi ipermercato o supermercato, la coda alle casse. Da quel che vediamo questo problema è tutt’altro che in via di soluzione.

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