Abbiamo valutato due mozzarelle di bufala MDD, entrambe DOP, la FiorFiore di Coop la ValBontà di Penny Market. Il confronto restituisce un esito interessante, con pagelle finali oggettive e dettagliate. Quale dei due prodotti otterrà un punteggio maggiore e in quali voci tra packaging, aspetto, rapporto qualità/prezzo e sapore?

Azienda produttrice e costo
La mozzarella di bufala campana DOP proposta da Coop nella linea FiorFiore (che abbiamo già conosciuto e potuto valutare nel confronto con il pesto Esselunga Top) è prodotta da Cilento S.p.A. nello stabilimento di Cellole in provincia di Caserta. Questo caseificio è specializzato nella produzione di mozzarelle e ricotta, dal 1956.
La mozzarella di bufala campana DOP proposta da Penny Market nella linea ValBontà (che abbiamo già valutato in occasione del confronto tra stracchini MDD) è invece prodotta da Latteria Diano S.r.l. nello stabilimento di Padula in provincia di Salerno. Si tratta di una società attiva nella produzione casearia dagli anni “30 del Novecento.
Gli ingredienti sono identici, come da disciplinare: latte di bufala pastorizzato, siero innesto naturale (contiene latte), caglio, sale.
Prezzo al chilo
Quanto al prezzo, notiamo differenze molto importanti. Penny propone infatti la mozzarella DOP da 250 g (peso netto sgocciolato) al costo di 3.19 euro (12.76 €/kg) mentre Coop vende i 200 g (sempre peso netto sgocciolato) a 4.23 euro (21.15 €/kg).
Packaging


Anche le confezioni sono diametralmente opposte, sia nello stile sia nella scelta comunicativa. Vediamo da Penny una mozzarella chiusa in busta sigillata e ovviamente immersa nel liquido di conservazione. Prevalgono il bianco e il blu, per una grafica minimale e la classica immagine della mozzarella posta accanto a pomodorini e rucola. Spiccano i bollini relativi alla certificazione DOP-Denominazione Origine Protetta ed al D.P.C.M. 10/05/1993. Il retro della busta riporta solamente gli ingredienti e la tabella relativa ai valori nutrizionali.

Coop propone invece una confezione rigida, ovvero una vaschetta cilindrica e stabile con pellicola di plastica sigillata. La mozzarella all’interno è immersa nel liquido di conservazione e il colore che prevale è quello identitario della linea FiorFiore ovvero il bordeaux. Il prodotto è raffigurato a fette e impiattato, ben valorizzato, sul fronte della vaschetta. Anche in questo caso sono ben visibili i due bollini relativi alle certificazioni di conformità.
Il retro non riporta solamente ingredienti e valori nutrizionali ma anche un breve racconto più emozionale. Non solo, troviamo inoltre un utilissimo consiglio per la consumazione, ovvero di lasciare la mozzarella fuori dal frigorifero almeno un’ora prima del consumo, così da apprezzarne appieno le caratteristiche peculiari.
Mozzarella di bufala campana DOP prova d’assaggio
Al netto della qualità indiscussa delle due mozzarelle, entrambe DOP e dotate delle opportune certificazioni, ci soffermiamo sulla valutazione del loro aspetto estetico, della consistenza e della caratteristica che contraddistingue il prodotto da una mozzarella fior di latte: la succosità dell’interno rispetto alla parte esterna più asciutta e compatta.
Aspetto


Le due mozzarelle di bufala campana DOP, nonostante lo stesso disciplinare ad accomunarle, sono differenti già nell’aspetto. Penny ValBontà è più grande (pesa infatti 250 g sgocciolata) ma, al di là di ciò, è anche schiacciata ai poli e non perfettamente rotonda. Si nota una superficie più lucida e, affondando la forchetta, la parte esterna oppone poca resistenza, rivelandosi estremamente morbida. Cosa, quest’ultima, confermata anche al tatto.
Non si vede il classico segno relativo allo “strappo” della pasta filata. Invece, la mozzarella Coop FiorFiore è più piccola (per il peso di 200 g da sgocciolata) ma anche più tonda e con una superficie piacevolmente opaca e ruvida. La parte esterna in questo caso rimane più tenace, sia al tatto sia affondando la forchetta, inoltre si distingue bene il punto in cui è avvenuto lo strappo della pasta filata.

Difficile rendere l’idea tramite osservazione fotografica, ma assicuriamo che al taglio è possibile constatare un contrasto ben più netto tra parte interna ed esterna nella mozzarella Coop rispetto a quanto visto nel caso della mozzarella Penny Market. Entrambe sono molto succose e trasudano latte e siero non appena le si tocca. Entrambe invitanti, la DOP FiorFiore rispecchia maggiormente i canoni visivi standard del prodotto (per lo “strappo” e per l’opacità).
Consistenza e sapore
L’assaggio regala in entrambi i casi un’esperienza molto positiva: succosissime, morbide ma consistenti, con il cuore più grezzo rispetto alla superficie. Vediamo una mozzarella DOP Coop FiorFiore più corposa per l’esterno maggiormente rigido. La competitor DOP Penny ValBontà si distingue per avere una consistenza più omogenea tra cuore e parte superficiale.
Pagella finale

La pagella sottostante non fa riferimento alla qualità del prodotto né alla tecnica di produzione, in quanto entrambi gli item sono certificati.
Mozzarella di bufala DOP Penny – ValBontà 7
Packaging 6,5
Aspetto 7
Sapore e consistenza 7 (media tra 8 di sapore e 6 per la consistenza di esterno e interno)
Rapporto qualità/prezzo 8
Mozzarella di bufala DOP Coop – FiorFiore 7,8
Packaging 8
Aspetto 9
Sapore e consistenza 8 (media tra 8 di sapore e 8 per la consistenza di esterno e interno)
Rapporto qualità/prezzo 6,5

