Abbiamo testato il “pesto alla genovese” Baresa di Lidl e il “pesto al basilico” Si fa Bontà di Dpiù. Quale dei due si sarà distinto, e per quali ragioni, nell’ambito della nostra verifica? Le pagelle finali riguardano ingredienti, packaging, aspetto, sapore e rapporto qualità/prezzo.


Ingredienti e costo
Lidl affida la produzione del “pesto alla genovese” Baresa a F.lli Saclà, nota e longeva azienda italiana. Gli ingredienti sono “33% basilico, olio di semi di girasole, fiocchi di patate, anacardi, 7,4% Grana Padano DOP, zucchero, sale, 1% pinoli, olio extravergine di oliva, 1% Pecorino romano DOP, correttore di acidità, aroma naturale, proteine del latte, 0,2% aglio, spezie”. Il costo del vasetto da 190 g è di 1.19 euro (6.26 €/kg)
DPiù affida la produzione del “pesto al basilico” Si fa Bontà a Formec Biffi, altra industria di rilievo nel panorama italiano. Qui, troviamo una ricetta piuttosto dissimile da quella del competitor: “olio di semi di girasole, 22% basilico italiano, anacardi, olio di oliva, margarina vegetale, formaggi grattugiati 3%, sale, siero di latte in polvere, pinoli, aromi, fibra vegetale di bambù, 0,1% aglio disidratato, correttore di acidità”. La confezione da 140 g costa 1.25 (8.93 /kg).
Se da una parte solo Dpiù valorizza la presenza di basilico italiano, dall’altra solo Lidl usa Grana Padano e Pecorino Romano DOP. Notiamo poi l’uso di ingredienti tendenzialmente estranei alla ricetta tradizionale, come i fiocchi di patate nel caso di Lidl e la margarina o la fibra di bambù in DPiù. Usare anacardi al posto dei pinoli (o in aggiunta) è uso comune nell’industria.
Packaging


Dpiù per Si fa Bontà sceglie una vaschetta in plastica sigillata dalla pellicola protettiva. Il pack è rivestito da una stampa che indica una serie di dettagli tra i quali vediamo valori nutrizionali e ingredienti. Il contenuto, dunque, si può vedere solo aprendo la confezione. L’immagine del pesto occupa una buona parte della grafica presente sulla pellicola rimovibile. Il colore prevalente è il verde, su sfondo bianco, in aggiunta al rosso del logo della linea. La dicitura “con basilico italiano” è ben evidenziata. Parliamo di una confezione complessivamente gradevole anche se piuttosto ordinaria.


Lidl per Baresa sceglie un vasetto in vetro con tappo a vite richiudibile. Il contenuto è visibile grazie all’utilizzo di un’etichetta meno coprente. Le immagini principali raffigurate sul pack sono le foglie di basilico, il formaggio e l’aglio. I colori, in questo caso, sono molto tenui e meno brillanti, si potrebbe dire più naturali. Il rosso, anche qui, caratterizza il logo della linea. Confezione comoda e resistente, riciclabile, dalla grafica poco distintiva.
Pesti Lidl e Dpiù: prova d’assaggio
Assaggiamo i pesti Lidl e Dpiù a temperatura ambiente, in purezza: questa scelta è fondamentale per leggere in maniera diretta e pulita tutte le note aromatiche ed elementi come cremosità e grassezza.
Aspetto e consistenza


Come nel caso di ingredienti e packaging, notiamo nette differenze anche nell’aspetto dei due pesti analizzati. Quello di Lidl appare compatto e opaco, di un verde poco brillante, tendente al marroncino. Osservandolo, risulta molto cremoso e pastoso, abbastanza liscio. Affondando il cucchiaino nel prodotto riscontriamo una consistenza anche più spessa e densa di quanto ci si potesse aspettare: ricorda il purè. Appare, dunque, evidente la presenza dei fiocchi di patate. L’aroma è difficile da inquadrare: si percepiscono il basilico e una nota dolce, ma anche altri elementi meno riconoscibili.


Aperta la confezione di pesto Dpiù è evidente lo strato di olio che affiora in superficie, e si notano immediatamente il colore verde brillante e la consistenza poco liscia. I frammenti di basilico e di anacardi si distinguono infatti in modo chiaro. Cremoso ma non compatto, è abbastanza denso e simile – da questo punto di vista – a un pesto fatto in casa. Nonostante sia presente qui in percentuale minore, l’aglio è molto evidente nell’aroma del prodotto.
Sapore in purezza
Assaggiato il “Pesto alla genovese” di Lidl Baresa l’attenzione va immediatamente alla consistenza spumosa e compatta, molto lontana da quella di un pesto classico. Riscontriamo poi un aroma poco familiare, dove spicca la dolcezza, insieme ad alcune note lattiche. Il gusto del basilico e dell’aglio, nell’insieme, si perdono un po’.

Quanto a Dpiù, siamo agli antipodi. La consistenza è piacevolmente grezza come percezione al palato, unta ma che lascia spazio al basilico, ben identificabile in termini di gusto. Purtroppo, i frammenti di anacardi possono infastidire se si è abituati ad una ricetta più tradizionale, a base di pinoli. Aglio e formaggi sono anch’essi ben presenti ma non coprono gli altri sapori. Nel complesso, l’assaggio non è negativo.
Pagelle finali

Pesto alla genovese Lidl – Baresa 5,6
Aspetto 4
Ingredienti 5 (ottimi i formaggi DOP, destabilizza la presenza di fiocchi di patate e l’assenza di dettagli sul basilico)
Gusto in purezza 5 (lontano dal pesto alla genovese)
Packaging 7 (standard ma ottima la scelta del vasetto richiudibile e spendibile una volta pulito)
Rapporto qualità/prezzo 7
Pesto al basilico Dpiù – Si fa Bontà 6,3
Aspetto 6,5
Ingredienti 6,5 (dispiace per la margarina, si apprezza l’origine italiana del basilico)
Gusto in purezza 6,5 (voto che sarebbe più alto, se gli anacardi non fossero così invadenti)
Packaging 6
Rapporto qualità/prezzo 6

