L’intelligenza artificiale sta cambiando completamente interi settori e, anche in GDO, la sua presenza inizia a farsi sentire. Vediamo come NIT Solutions, azienda fondata dall’imprenditore campano Ernesto Nappi, stia cavalcando l’onda dell’AI per mettere l’innovazione a servizio delle imprese.


Ernesto Nappi, giovane imprenditore campano classe 1995, dopo aver fatto esperienza da dipendente all’interno del comparto IT della GDO, ha deciso di mettersi in proprio fondando NIT Solutions, azienda che, in breve tempo, ha accumulato un ottimo parco clienti e promette di avvicinare l’AI al mondo del retail. Nell’articolo di oggi, lo intervistiamo per approfondire meglio quest’ambiziosa iniziativa.
Prima di fare impresa, ha lavorato per anni da dipendente nell’IT della GDO. Come nasce l’idea di NIT Solutions?
Questo progetto imprenditoriale nasce proprio dall’esperienza acquisita sul campo. Dopo anni trascorsi da stakeholder diretto e avendo vissuto dall’interno processi, criticità e dinamiche operative, mi sono posto una domanda semplice: “Esistono delle opportunità che molte aziende tech non stanno cogliendo. Perché non mettere a disposizione del settore il mio know‑how specifico con l’obiettivo di colmare questo gap di mercato e generare valore per l’intero ecosistema GDO?”
Da questa riflessione è nata NIT Solutions: abbiamo deciso di convogliare competenze, metodo e capacità di execution in un’azienda giovane e innovativa, allo scopo di accelerare la trasformazione digitale del settore.
Il futuro sarà incentrato sull’AI. Quali strumenti ha sviluppato NIT in quest’ambito?
Ricerca & Sviluppo sono fin dall’inizio i nostri mantra aziendali. Siamo convinti che l’innovazione rappresenti un asset strategico e, proprio per questo, NIT Solutions è tra i primi player del settore a proporre soluzioni “AI Driven”, integrate nativamente nei processi, che siano capaci di potenziare e supportare realmente le attività quotidiane delle organizzazioni.
Abbiamo infatti ingegnerizzato un modello AI proprietario, completamente personalizzabile, in grado di assumere diverse declinazioni: helpdesk, customer care evoluto, onboarding fornitori/clienti, formazione per i dipendenti e molto altro.
Il risultato è una vera e propria AI suite, la “NIT Support Agents”, ovvero un pool di Agenti progettati per rendere l’assistenza più semplice, veloce e intelligente, trasformando un processo tradizionalmente complesso in un’esperienza moderna ed estremamente utile per le organizzazioni.
Parliamo di integrazione tra sistemi. Quanto è semplice inserire le soluzioni NIT in un ambiente informatico retail?
Per rispondere a questa domanda è utile partire dal nostro posizionamento: NIT Solutions non nasce per sostituire gli ERP o i gestionali core delle imprese e nemmeno per sovrapporsi ad essi. Al contrario, le nostre soluzioni affiancano questi sistemi, supportando l’operatività dei reparti nei processi che non sono coperti — o lo sono parzialmente — dagli applicativi già presenti.
Non a caso siamo anche “System Integrator” e garantiamo un approccio “Plug & Play” per abilitare le nostre piattaforme. Disponiamo di infrastrutture capaci di adattarsi a quelle dei nostri clienti, per centralizzare e gestire tutte le informazioni necessarie. Naturalmente, ogni progetto è unico e prevede una propria roadmap esecutiva.
Chi opera nella GDO e nel Retail lo sa bene: non esiste uno standard. Ogni azienda ha la sua storia, le sue procedure, le sue specificità.
Per questo tutti i nostri progetti seguono un modello strutturato composto da quattro fasi:
- Raccolta e analisi dei requisiti del cliente;
- Tuning della soluzione sulla base dei requisiti;
- Testing della versione realizzata;
- Go‑live.
Un metodo chiaro, che ci permette di garantire semplicità d’integrazione, continuità operativa e risultati misurabili.
NIT ha ideato una piattaforma di onboarding per i fornitori della GDO. Di cosa si tratta?
Esatto, abbiamo ingegnerizzato una soluzione, la “GDO Vendors Platform”, supportata dal nostro modello AI proprietario, con l’obiettivo di centralizzare e digitalizzare un’attività ancora spesso troppo frammentata e dispersiva.
Nei fatti, l’onboarding fornitori è sovente gestito mediante e-mail, telefonate e/o incontri. Dunque, le informazioni si scambiano in più modalità, a volte in parte si disperdono, e i tempi di ingresso si allungano. D’altronde, sono molti i documenti che fanno parte del processo. Parliamo di contratti di fornitura, manleve, dichiarazioni sanitarie, procedure amministrative, schede commerciali e molto altro.
Il rischio qui è che questi dati rimangano nelle caselle di posta elettronica, all’interno di faldoni cartacei o, comunque, in repository non facenti parte di un sistema integrato e consultabile.
La nostra piattaforma risolve questa criticità e offre uno strumento “ready to use” sia per qualificare i propri fornitori — uno dei punti cardine del Modello Organizzativo 231 — sia per creare un touchpoint unico, contenente tutte le informazioni del parco fornitori.
Un ulteriore vantaggio, di reale valore, è la possibilità di far inserire direttamente al fornitore tutta una serie di informazioni a sistema, ottenendo un risparmio di tempo considerevole per il personale di sede. I dati caricati dai fornitori, infatti, possono essere veicolati automaticamente, previa validazione interna, negli ERP e negli altri software core delle organizzazioni.
Spesso si parla di facilitare la comunicazione tra Ce.Di e rete vendita. È un tema su cui lavorate?
Assolutamente si, è stato il nostro primo progetto: la “GDO Corporate Platform”. Si tratta di una soluzione, potenziata anch’essa dal nostro modello AI, che si innesta tra i sistemi dipartimentali del centro distributivo e della rete vendita, creando un touchpoint informativo unico, capace di centralizzare dati, servizi e applicazioni per facilitare e rafforzare la collaborazione tra sede e store.
Si può gestire, attraverso un’unica piattaforma, tutto ciò che riguarda il rapporto tra queste due entità, spesso slegate tra loro: circolari commerciali, amministrative e logistiche, listini e promo, DDT e documenti contabili, contenziosi e relativi workflow (dalla segnalazione alla nota credito), allerte alimentari e richiami, ordini, gestione del materiale P.O.P., checklist inerenti la qualità dei reparti, dashboard e reportistica.
La nostra piattaforma soddisfa tutte queste esigenze e molte altre, con un approccio rapido, scalabile e facilmente integrabile nei processi esistenti.
Nel retail c’è un dibattito perenne tra chi sostiene soluzioni molto customizzate e chi, invece, preferisce prodotti tendenzialmente standard. Qual è l’approccio di NIT in merito?
Come in molti ambiti, la scelta va contestualizzata nella realtà dell’azienda che si approccia. Per questo, nell’erogazione delle nostre soluzioni adottiamo il modello a quattro fasi anticipato in precedenza.
Il nostro approccio è consulenziale: valutiamo insieme al cliente strategia e modalità operative per massimizzare il valore dell’adozione tecnologica, facendo sì che la tecnologia in questione diventi sì un acceleratore, ma con criterio e struttura.
La risposta è quindi nel mezzo: serve adottare logiche standard dove la situazione richiede rapidità, ordine e scalabilità mentre è opportuno ricorrere a personalizzazioni mirate dove i processi aziendali prevedono specificità da approfondire.
Lavorate molto con la GDO. Pianificate di estendere la vostra attività ad altri settori?
Siamo nati come partner tecnologico della GDO, grazie all’esperienza diretta del nostro team, che rappresenta il vero vantaggio competitivo di NIT Solutions; per questo la client base dell’azienda è composta principalmente da aziende della grande distribuzione e dell’intero mondo Retail.
Detto questo, le competenze che abbiamo sviluppato e i servizi offerti sono altamente trasferibili. Per questo motivo collaboriamo già attivamente con altre industrie: ICT, trasporti per conto terzi, produzione, automazione ed engineering di impianti, tra le altre.
Guardiamo sempre all’espansione, ma in modo strategico. Valutiamo quindi solo quei progetti per i quali il nostro know how può generare valore concreto e risultati tangibili.
Avendo vissuto entrambe le esperienze, come si fa lo switch da dipendente a imprenditore?
Per me lo switch da dipendente a imprenditore nasce dall’ambizione e dalla volontà di costruire qualcosa che generi un impatto positivo sulle persone, reale patrimonio delle imprese. In NIT Solutions, infatti, vogliamo mettere l’innovazione al servizio dei processi e di chi ne fa parte, fornendo gli strumenti più utili a seconda dei casi.
Lo switch richiede coraggio, visione e la capacità di trasformare un’esperienza lavorativa personale in un progetto più ampio, dove ci si mette a lavoro per creare soluzioni di valore. Da dipendente, ho potuto vedere quali elementi mancavano per rendere i processi più fluidi ed efficienti, seguendo in prima persona diversi progetti. È con questa consapevolezza che oggi, insieme al mio team, costruiamo prodotti che semplificano i flussi informativi e l’elaborazione dei dati, contribuendo a facilitare il lavoro delle organizzazioni.

