Oasi è l’insegna migliore del Gruppo Gabrielli?

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Abbiamo visitato il nuovo Oasi di Roma del Gruppo Gabrielli, il primo aperto nella Capitale. Analizziamo alcuni elementi distintivi dello store, andando in loco e prendendo appunti. Permane comunque un dubbio: Come mai tra Oasi e Tigre c’è un abisso in termini di potenza commerciale?

In via Carmelo Maestrini, a Roma, lo scorso aprile il Gruppo Gabrielli ha aperto il primo super store ad insegna “Oasi” della Capitale. I dati del negozio sono i seguenti: 3.895 mq, 226 posti auto, 64 collaboratori, 20.400 referenze di alimentare e 6.200 di non alimentare, 14 casse di cui 6 self check-out.

Il punto vendita si posiziona vicino ad un drugstore Iper Maury’s, category killer generalmente performante ed in grado di attrarre la clientela in modo significativo. Come mostrato qui sotto, i loghi Maury’s e Oasi vengono affiancati all’interno della struttura che contiene i carrelli.

Un punto sull’ortofrutta

Il reparto ortofrutta è molto ampio e ordinato. Vengono evitate le spettacolarizzazioni, tipiche di alcune strutture visitate spesso e volentieri, ad esempio, in Area 4.

Lo stile del reparto si distanzia grandemente da ciò che vediamo presso molti punti vendita del GROS i quali privilegiano l’utilizzo di più livelli espositivi e non di un unico ripiano come nel caso in esame.

I nostri Fire Points

I Fire Points (FP) sono delle note brevi relative ad alcune caratteristiche del negozio in analisi. Di seguito, evidenziamo quelli relativi al super store Oasi di Roma:

(1) FP Libri: lo scorso ottobre abbiamo pubblicato un articolo dal titolo “La catena di librerie più grande del mondo è chiusa al pubblico. Perché è un problema della GDO“, all’interno del quale segnalavamo come ci sia ancora un’opportunità in GDO per i libri. Oasi, a Roma, ha deciso di coglierla.

(2) FP Carta Digitale: Nel pdv è presente un totem che ricorda ai clienti come l’app dell’insegna consenta la digitalizzazione della carta fedeltà, la ricezione di buoni sconto, la consultazione del volantino e delle varie novità comunicate dall’azienda. Possiamo tranquillamente dire che lo sviluppo di questo tipo di applicazioni, da quando Lidl ha investito sulla sua Lidl Plus, ha visto un’accelerazione importante.

(3) FP Comunicazione MDD: C’è una buona comunicazione relativa ai prodotti MDD Consilia (Selex) che vengono promozionati. Nella foto in alto a sinistra, vediamo ad esempio la segnalazione di uno sconto applicato pari al 25%. A scaffale troviamo evidenziati, inoltre, i prodotti a marchio con prezzi bassi e fissi.

(4) FP Bins Offerta: I bins offerta vengono indicati in modo efficace attraverso delle strutture gialle molto evidenti che spiccano quando si cammina all’interno del negozio.

(5) FP Pronti da Cuocere: All’ interno dell’Oasi di Roma c’è un punto dedicato ai pronti da cuocere, particolarmente comodi in un contesto in cui, come scrivevamo nell’articolo “Alla ristorazione serve il retail. Ecco perché“, i prezzi del comparto away from home hanno subito pesanti rincari.

(6) FP Panetteria: L’offerta della panetteria è interessante. In particolare, segnaliamo la ciabatta low carb, a basso contenuto di carboidrati. Si tratta di un segmento da attenzionare che spesso vede l’impiego di farine alternative le quali garantiscono una buona resa in termini di gusto e consistenza del prodotto finale.

(7) FP Fresco Servito: La nostra valutazione sulla zona del fresco è, complessivamente, positiva. Non abbiamo riscontrato particolari negatività da segnalare al momento della visita (9 giugno).

Figli & Figliastri

Visitando il negozio di Roma in via Maestrini, come anche altri store Oasi, sorge spontaneo domandarsi perché, mentre questo format risulta distintivo e commercialmente forte, i supermercati Tigre, parte dello stesso gruppo, appaiono al contrario come superfici più anonime, sprovviste di alcuni accorgimenti utili per competere in un mercato che approccia, via via, la saturazione.

In RetailWatch continueremo a monitorare le differenze tra il formato del Gruppo Gabrielli dedicato alle grandi superfici e quello che riguarda, invece, i negozi di vicinato più piccoli per verificare le dinamiche commerciali che risiedono dietro tali discrepanze.

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