Pet corner nella GDO: da marginali a spazio esperienziale

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Negli ultimi anni le aree dedicate al mondo pet all’interno di supermercati e ipermercati hanno conosciuto un’evoluzione significativa. Quello che un tempo era un semplice scaffale dedicato quasi esclusivamente a crocchette e lettiere è oggi uno spazio strutturato, riconoscibile e strategico, pensato per rispondere a un consumatore che considera l’animale domestico parte integrante della famiglia.

La crescita della pet economy e l’aumento del numero di famiglie con animali hanno spinto la grande distribuzione a investire in assortimenti più profondi e in layout dedicati, capaci di trasmettere valore, qualità e attenzione al benessere animale. Allo stesso tempo, le aziende produttrici puntano su articoli dall’estetica simile a quella delle referenze dedicate al consumo umano.

L’esempio di Iper e dei pet store integrati

Alcune insegne, come Iper La grande I, hanno intrapreso un percorso di rinnovamento che va oltre il semplice ampliamento dell’offerta. Le aree pet sono ripensate come veri e propri Shop In Shop, con insegne dedicate, comunicazione visiva chiara e un’organizzazione degli spazi che richiama quella dei pet shop specializzati. L’obiettivo è offrire al cliente un’esperienza più immersiva e guidata, senza rinunciare alla comodità della spesa tradizionale.

Un assortimento più ampio e segmentato

All’interno di queste aree trovano spazio non solo alimenti secchi e umidi, ma anche snack funzionali (confezionati ma anche sfusi da pagare a peso), prodotti per l’igiene, accessori per la cura quotidiana e soluzioni per il comfort dell’animale. La segmentazione per taglia, età, esigenze nutrizionali o specifiche condizioni di salute diventa sempre più evidente, facilitando la scelta anche a chi non è esperto.

La spinta verso il premium e il superpremium

Una delle tendenze più evidenti è la premiumizzazione dell’offerta. Nei supermercati compaiono sempre più spesso alimenti di fascia alta, formulati con ingredienti naturali, proteine selezionate, ricette grain free o monoproteiche. Anche il concetto di “alimentazione funzionale” viene esteso, con nuovi prodotti studiati per supportare digestione, articolazioni, pelo e sistema immunitario.

Non solo, si è notevolmente arricchita anche l’offerta di snack e pappe ispirati agli alimenti per umani. In molti casi, questi prodotti assomigliano a referenze dell’IDM molto note ed ampiamente consumate dai clienti dei supermercati.

Ad esempio, i biscotti In The Nature nella foto qui sopra hanno una forma molto simile a quella dei più noti Galletti Mulino Bianco. Vediamo casi come questo nelle zuppe istantanee, negli yogurt da bere ed in molti altri comparti. A scaffale, il consumatore corre il rischio di rimanere disorientato dalla somiglianza tra prodotti convenzionali e pet oriented.

Tendenze di layout e comunicazione nel punto vendita

Un’altra tendenza interessante riguarda la collocazione dei prodotti pet anche al di fuori dell’area dedicata. Esposizioni temporanee, isole promozionali stagionali e cross-merchandising contribuiscono a dare maggiore visibilità alla categoria e a stimolare acquisti d’impulso. Il reparto pet non è più confinato ai margini del punto vendita quindi, ma diventa parte attiva del percorso di spesa.

Un linguaggio più emotivo e orientato al pet parent

La comunicazione all’interno delle aree pet, come accennato, si fa più calda ed empatica con immagini, claim e colori che parlano direttamente al “pet parent” piuttosto che ad un semplice cliente generico. L’animale non è più visto come un di cui, ma come un soggetto da amare, curare e coccolare, e il punto vendita si adegua a questo cambio di prospettiva.

In RetailWatch continueremo a monitorare il fenomeno di “umanizzazione” degli spazi dedicati alla vendita di articoli per animali, studiando come i brand industriali e distributivi adattino ricette e comunicazione ai trend moderni.

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