Gino Sorbillo, molto attivo sui social e storicamente associato alla pizza partenopea, ha recentemente inaugurato a Milano il suo primo “fast food”. Si chiama “POP”, acronimo di People Of Pizza, e punta su menu accessibili con scelta tra “pizza napoletana” e “pizza american style”.

POP Milano: posizione, store, prezzi, offerta
L’idea di Gino Sorbillo è quella di offrire la pizza napoletana in un contesto diverso dalla canoniche pizzerie e, soprattutto, a prezzi accessibili: niente coperto, niente camerieri, niente complessità bensì un vero e proprio fast food in cui ordini in autonomia (tramite tre totem digitali posti all’ingresso) e consumi sul posto o chiedi il take away.

La posizione è molto centrale, si trova nel cuore di Milano a circa 150 metri da piazza del Duomo. Per la precisione siamo in via Cappellari, con viabilità consentita solamente ai pedoni e al tram, a due passi dalla pasticceria di Iginio Massari. Location più che vincente, quindi, inserita in un contesto ricco di catene fast food come McDonald’s e Jollibee.
Lo store è ben illuminato, simpatico, moderno e pensato per un target giovane-adulto. I totem ci accolgono all’ingresso, insieme ai numerosi poster affissi sulle pareti e ai menu posti sopra il bancone principale. Il ristorante si estende su due piani, terra ed S1, ma si può scendere a livello inferiore solo tramite le scale per la mancanza di ascensori.
Menu e tipologie di pizza


Protagonista, ovviamente, la pizza, che può essere di due tipologie: la “napoletana” (nelle versioni Margherita, con Bufala DOP, Filetto di pomodoro, Marinara, Salsiccia e Friarielli, Vegetariana, Wurstel e Patatine…) e la “american style” (disponibile nelle varianti Hawaiana – con prosciutto e ananas – Chili, Margherita e Pepperoni). Le pizze possono essere ordinate da sole oppure scegliendo dei menu che prevedono anche bibita e fritti.
Cosa troviamo oltre alla pizza
Oltre alla pizza, la proposta si arricchisce con i fritti “della tradizione”. Patatine a parte, troviamo mini crocchè, mini arancini e mozzarelline ciliegine impanate. La scelta è ampia, anche se non vediamo contorni che non siano fritti come, ad esempio, una classica insalata mista.

Nella sezione dei dolci troviamo graffa e maritozzo, al prezzo di 1 euro nel primo caso e di 3.80 nel secondo. Ricordiamo che, dietro l’angolo, la pasticceria di Iginio Massari è famosa anche per i maritozzi con panna artigianali, venduti a circa 5-6 euro l’uno.
Prezzi
Il menu spinto da Gino Sorbillo stesso è quello da 9.90 euro che prevede pizza napoletana margherita, bibita e appunto la scelta tra patatine fritte o prodotto analogo. Un prezzo davvero competitivo, per un pasto ricco e soddisfacente. Altre varianti prevedono pizze più elaborate e un prezzo tra i €10.90 e gli €11.90, con bibita e fritto sempre inclusi.

Le pizze partono dai 5-6 euro delle più classiche per arrivare agli 11 euro circa di quelle più condite e ricche (come alcune american style). Anche in questo caso parliamo di prezzi oggettivamente accessibili.
POP by Gino Sorbillo: forze & debolezze
Sicuramente, come si evince da quanto descritto finora, i punti di forza di questo nuovissimo concept sono numerosi. Già l’idea in sé è fresca e attraente perché si inserisce nel trend di rendere format le cucine tipiche della tradizione italiana. Lo store è ben costruito, con numerosi tavoli e posti a sedere. Il cliente poi opera con molta autonomia:ordina da solo ai totem e sparecchia facilmente. Ciò permette a Sorbillo di abbattere i costi del personale che, come scrivevamo nell’articolo “Ristorazione in catena in Italia:crescita o crisi?” rappresentano una voce molto importante nel bilancio di questo tipo di attività.


I prezzi sono ottimi, visto che con una spesa di 9.90 euro si possono consumare un’intera pizza, dei frittini e una bibita. Ordinando al totem, è possibile fare richieste specifiche come, ad esempio, optare per la mozzarella senza lattosio o richiedere l’assenza di ghiaccio nella propria bibita.
Notiamo l’assenza di una raccolta per liquidi, presente invece da Starbucks e utile per coloro che non riescono a finire la bibita. Si tratta di una caratteristica marginale, se vogliamo, ma per un format di nuova concezione potrebbe fare la differenza.


Se come descritto troviamo opzioni per chi è intollerante al lattosio, oppure vegano (la pizza marinara, ad esempio), non vediamo proposte per i celiaci. Va detto che in un ambiente pieno di glutine come quello delle pizzerie, riuscire ad offrire un prodotto gluten free in totale sicurezza non è così semplice. Con la giusta organizzazione però nulla è impossibile.
Com’è la pizza di POP by Gino Sorbillo


Abbiamo ordinato un menu base con pizza margherita napoletana, bibita e arancini. In più sono state aggiunte le mozzarelline fritte e le patatine. La pizza è decisamente gradevole, ha un aspetto invitante ed è servita calda ma non sembra una classica napoletana: pomodoro e mozzarella sono presenti in quantità soddisfacente ma il cornicione risulta più rigido e biscottato di quello che si trova solitamente a Napoli.


I fritti non ci sono piaciuti particolarmente: le patatine si rivelano infatti molto secche e le mozzarelline appaiono filanti ma, al palato, un po’ gommose. Sicuramente però, a parte qualche piccola pecca, assolutamente fisiologica nei primi giorni dopo l’apertura, il format risulta valido.
In RetailWatch continueremo a monitorare lo sviluppo di POP-People of Pizza per verificare se sarà in grado di farsi strada tra le catene di ristorazione, magari anche grazie ad un progetto di franchising ben strutturato che punti ad offrire agli imprenditori del settore una buona opportunità di investimento.

