Proteine da bere, alimenti funzionali e gusti “fricy”: quali trend aspettarsi nel 2026?

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Negli ultimi anni l’industria alimentare ha visto un’evoluzione verso prodotti che non si limitano a fornire nutrienti di base ma, piuttosto, arricchiscono l’organismo di elementi specifici. Vediamo, ad esempio, un crescente interesse per proteine da bere e alimenti fermentati. Dal Regno Unito, poi, arriva una tendenza interessante.

Proteine e alimenti funzionali

Le proteine, ad oggi, costituiscono una vera e propria moda alimentare e, con ogni probabilità, vedranno un discreto successo anche nel prossimo futuro grazie alle nuove linee guida governative a stelle e strisce che puntano a stimolare il consumo di prodotti di origine animale.

Non si tratta però di un fenomeno puramente americano perché sono molti i consumatori che, a livello globale, stanno attivamente incorporando più proteine nella propria dieta per motivi che vanno oltre il semplice supporto alla massa muscolare. Le bevande a base di latte o con apporti proteici dichiarati, ad esempio, risultano avere particolare presa sul grande pubblico, tant’è che persino Starbucks ha inserito l’esplicita sezione High Protein Lattes nel proprio menu.

Parallelamente, esiste un crescente interesse verso la salute intestinale. Questo trend, definito Gut Health Hub, fa sì che ingredienti come fibre, probiotici e prebiotici siano sempre più ricercati dai consumatori perché percepiti come elementi che non solo garantiscono una buona digestione, ma favoriscono anche una migliore immunità dell’organismo ed un buono stato di equilibrio psicofisico, consentendo al corpo di ottenere benefici i quali si riflettono sui livelli di energia e concentrazione.

Tra i prodotti che costituiscono un “toccasana” per la digestione troviamo, ad esempio, la kombucha, il kefir e altre ricette che contemplano un processo di fermentazione, come il noto kimchi. Il kefir, in particolare, negli ultimi tempi ha esponenzialmente aumentato il proprio bacino di clienti anche in Italia, complici le numerose aziende lattiero-casearie che propongono varianti del prodotto le quali vengono poi esposte nei supermercati accanto ai classici yogurt in vasetto o in bottiglia.

Cosa sono i gusti “Fricy”, sempre più popolari nel Regno Unito?

La BBC riporta che Fricy è un “mash up of fruity and spicy. It’s predicted this flavour combination will be popping up in food products and restaurant dishes aplenty this year”. Si tratta quindi di una crasi tra i termini “fruttato” e “piccante”, in riferimento a cucine esotiche tradizionali o a nuove combinazioni di sapori nate dalla sperimentazione creativa.

Il Fricy rappresenta un’evoluzione dei profili aromatici che avevano dominato il 2024‑2025, come l’hot honey ed il chilli crisp, spingendo invece verso un bilanciamento più sofisticato tra sapore dolce e piccante che richiama combinazioni tipiche di cucine dell’Est e dell’Ovest. Esempi culturali da cui questo fenomeno trae ispirazione includono piatti messicani come il mango con lime e peperoncino o le insalate thailandesi in cui agrumi e spezie convivono in equilibrio perfetto.

Da quanto scrive la BBC, è già in corso un’impennata delle vendite di condimenti piccanti come il chamoy messicano e lo yuzu kosho giapponese. È ancora presto per dire se questo trend attecchirà o meno in Italia. Sicuramente qualcosa già si vede, ad esempio guardando ai gusti dei Poké, consultando i menu dei ristoranti asiatici o visitando alcuni market dall’assortimento più profondo della media. In RetailWatch continueremo a monitorare questa tendenza per verificarne lo sviluppo nel resto d’Europa e nel nostro Paese in modo particolare.

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