Pugliese e il futuro dell’industry del Retail

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Pugliese e il futuro dell’industry del Retail

Settembre 2015. Francesco Pugliese, ad e dg di Conad, potrebbe diventare anche l’amministratore delegato dell’Istat o del GFK. Chiunque ha letto il suo “Tra l’asino e il cane, Conversazione sull’Italia che non c’è, Rizzoli/Etas, 15 euro”, avrà apprezzato la profondità dell’analisi condotta e la mole di dati espressi a supporto delle sue affermazioni. Personalmente oltre ad averli sottolineati li ho anche approfonditi per verificarne la congruità. Perfetti.
 
Così ho poco da aggiungere alle altre recensioni, alle numerose interviste, fatte in questi mesi per l’uscita del suo libro.
 
Del libro, però, mi hanno colpito due fatti:
 

  1. I proventi dei diritti di autore Francesco Pugliese li ha devoluti alla Caritas Diocesana di Taranto. La parlata, l’accento di Francesco dicono chiaramente che le sue origini sono pugliesi ma il fatto di devolvere i diritti a una Istituzione locale che deve avere il suo bel daffare in un territorio tutt’altro che omogeneo, economicamente e socialmente parlando, la dice lunga sull’uomo e la difesa delle radici. Un radicamento che deve essere per forza di cose profondo e maturato a lungo negli anni. Nel dare questo indirizzo c’è la volontà, più volte espressa nel libro, di portare alla ribalta la Questione Meridionale e quelle idee di Antonio Gramsci sempre più che mai attuali. Ed è vero: se non riparte il Meridione l’Italia economica e dei consumi è azzoppata o è divisa in due.
 
  1. Scrive Pugliese che nel 2013 il 65% delle famiglie ha ridotto la qualità o la quantità del cibo acquistato. Tra il 2006 e il 2013 i prezzi dei prodotti si sono abbassati del 54%. È questo un passaggio chiave che il libro di Pugliese ci fornisce per tentare di fare un ulteriore scenario: la qualità. Questo dato è stato ripreso lo scorso anno anche da Marco Pedroni, ad di Coop Italia, e deve fare riflettere la business community in anni di veloce trasformazione del retail, con Amazon che aprirà le sue attività in Italia.
 
La qualità è stata oggetto di ribassi già nel passato, basti pensare alle centinaia e centinaia di prodotti sgrammati e rivisti nella composizione e nella confezione. Il richiamo è importante, prima di tutto perché arriva dal presidente di Adm e dall’Ad della seconda catena italiana e poi perché va collegata a quel territorio (i giacimenti food italiani) molte volte bistrattato. Anziché proteggerlo e arricchirlo, elevarlo a risorsa nazionale contro l’italian sounding, si è preferito svilupparlo commercialmente anziché culturalmente. E questo è un errore che deve essere rimediato velocemente.
 
Ho preferito in questa breve recensione del libro di Francesco soffermarmi su due sole voci, entrambe basate sul territorio, per incitare tutti i retailer a un approfondimento autentico, prima civile e politico, poi di marketing, come ha fatto lo stesso Pugliese, a difesa degli interessi nazionali. Un po’ come fa la Francia con Sopexa, altro soggetto richiamato nel volume: ma Sopexa fa parte di un’altra Università.
 

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