Retail Media, eCommerce e Rapporti con l’IDM: cosa bolle in casa Selex? Lo scopriamo con Maniele Tasca (DG di Gruppo)

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Selex supera la soglia dei 22 miliardi di fatturato e si prepara ad un 2026 di crescita, innovazione e perfezionamento del prodotto a marchio. Ne parliamo con il DG Maniele Tasca, a margine della fiera Marca di Bologna, un’occasione di incontro sempre più importante per il settore.

Selex nell’anno appena terminato ha realizzato 22,25 miliardi di euro di fatturato complessivo che, a fine 2026, con ogni probabilità saliranno a 23,25. L’MDD del Gruppo ha poi registrato vendite per oltre 2,3 miliardi di euro, crescendo del +7% anno su anno.

Per l’anno in corso, la strategia dei prodotti a marchio prevede un focus particolare su:

  • Benessere & Salute (funzionale, proteico, free from).
  • Alto di gamma e valorizzazione del territorio.
  • Innovazione di servizio e ready to eat.
  • Sostenibilità e packaging

A margine del Marca intervistiamo il Direttore Generale del Gruppo per fare un punto a conclusione del 2025, un anno decisamente dinamico nel mondo della GDO e durante il quale, tra l’altro, Etruria è entrata nell’orbita Selex grazie all’accordo di collaborazione con il Gruppo Unicomm.

Come si sono evolute le negoziazioni con l’Industria negli ultimi 10 anni?

Con l’industria di marca, il cambiamento principale è costituito dal peso che l’andamento dei costi dei fattori produttivi ha assunto nella negoziazione del prezzo d’acquisto. Si discute molto più di materie prime, di costi energetici e di spese logistiche rispetto al passato, e questo è un bene. Purtroppo si parla ancora troppo poco di clienti ma con l’offerta di servizi in ambito retail media qualcosa si sta muovendo anche relativamente a questo aspetto.

In un mondo così dinamico, tra MDD in crescita e nuovi formati di vendita, ci sono dei treni che l’Industria rischia di perdere?

Trovo sbagliato generalizzare e non mi piace dare consigli agli altri, ma mi sento di rispondere che molti hanno perso il treno dei volumi per perseguire prioritariamente il valore.

Selex ha recentemente lanciato un suo progetto di Retail Media. Quali sono le opportunità per il settore del food advertising e quali gli errori da evitare?

Le opportunità per il settore sono tantissime. Ne cito due per sintesi:

  • La possibilità di innovare il modello di collaborazione lungo la filiera attraverso la condivisione di metriche ed informazioni preziosissime per sviluppare i mercati.
  • L’evidente efficacia incrementale degli investimenti media nel momento in cui si comunica lì dove tutto ancora accade, ovvero all’interno del punto di vendita, o attraverso gli strumenti digitali che le persone usano per informarsi. Cogliere queste opportunità velocemente è una sfida per la filiera.

Relativamente agli errori, sono tanti e tipici di un’attività nuova, ma sono errori di gioventù.

Guardando alla realtà di Selex, come si supportano soci che adottano politiche commerciali differenziate lungo la Penisola?

Il nostro modello si concentra sulla competitività delle condizioni, che viene garantita a prescindere dalle politiche commerciali. Laddove il socio decide da solo, come per esempio sugli assortimenti, il nostro lavoro è quello di sviluppare competenze e strumenti affinché il socio sia messo nelle condizioni di fare le scelte migliori. Condivisione delle pratiche eccellenti, formazione e strumenti di analisi sono pane quotidiano per noi.

L’MDD Selex ha superato da tempo le 8.000 referenze. Quale ruolo ha il prodotto a marchio nella lotta commerciale contro i discount?

Le MDD, in particolare le linee mainstream, dal nostro punto di vista rappresentano il primo naturale concorrente dei discount. Devono limitare lo spostamento di acquisto di alcune categorie e, se posizionate correttamente, lo fanno molto bene. I prodotti a marchio però sono anche molto altro in quanto danno la possibilità di proporre un’offerta ampia e profonda con linee specialistiche e marchi di fantasia. Tale offerta, secondo noi, è indispensabile se si vogliono vedere riconosciute, da parte dei clienti, convenienza e accessibilità dell’assortimento.

Coop e Conad hanno varie insegne in ambito extra alimentare. Selex, ad esempio, nel comparto pet gestisce gli store “Animali Che Passione”. Qual è il vostro impegno nelle iniziative di questo tipo?

Per il gruppo Selex, la presenza nei pet store ad oggi è limitata a pochi punti di vendita e coinvolge solo alcuni soci. Laddove presente la formula ha successo ed è di nostra soddisfazione, ma non prevediamo un’espansione di altre imprese del gruppo in questo segmento.

L’eCommerce è un canale delicato in termini di profittabilità ma utile per la fidelizzazione. Come potenzierete il vostro portale CosìComodo nel 2026?

La piattaforma CosìComodo ha superato i 10 anni di attività e continua a svolgere il ruolo per cui è nata: favorire lo sviluppo del servizio eCommerce delle imprese socie Selex e diventare uno dei riferimenti del segmento in Italia.

Ad oggi le priorità sono: diffondere il servizio su ulteriori insegne/negozi e CAP, introdurre soluzioni che migliorino l’esperienza di acquisto degli utenti e sviluppare le collaborazioni con i fornitori in logica retail media.

Più in generale, proseguiamo con l’inserimento del servizio nella gamma di relazioni omnicanale che caratterizzano sempre di più il rapporto con la clientela.

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