Riprendono piano i consumi: fine della sobrietà?

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Riprendono piano i consumi: fine della sobrietà?

Dicembre 2015. I consumi, come il reddito sono ripartiti nel 2015, ma chi si aspettava un ripensamento degli stili di sobrietà dei consumi vs il consumismo, con il ritorno di quest’ultimo, deve ricredersi, lo spiega il Rapporto sui consumi 2015 di Coop, redatto da Ancc-Coop Italia con Nielsen e Ref Ricerche.
 
Le vendite di generi alimentari nei punti vendita della distribuzione moderna costituiscono un osservatorio privilegiato dei trend dell’alimentazione e più in generale delle scelte di conumo degli italiani.
In questo senso, il carrello del 2015 è ancora teatro di nuova sperimentazione: è una spesa sempre più salutista, dove le scelte sono guidate, oltre che dal prezzo, anche da attributi di salubrità e naturalità dei prodotti; è un carrello multietnico, dove si fondono gusti e sapori di culture lontane; è un carrello che rimane frugale ma con una attenzione al benessere, che contiene meno prodotti di base, ma più qualità e servizio.
 
L’esperienza maturata e gli equilibri sperimentati negli ultimi anni non sono stati dunque accantonati, anzi sono entrati stabilmente nel patrimonio dei comportamenti di consumo dei responsabili della spesa.
La prudenza, le rinunce e la razionalizzazione che avevano accompagnato i lunghi anni di recessione, grazie ad un cauto maggiore ottimismo, lasciano il passo ad un approccio alla spesa alimentare più maturo e consapevole, ma pur sempre attento agli sprechi e a non cadere nel superfluo.
 
Cresce l’attenzione alla salute e alla naturalità dei prodotti, e crescono appunto le vendite di referenze che veicolano attributi di salubrità e benessere, continua la crescita di prodotti dedicati agli intolleranti; si protrae l’affermazione dei prodotti bio, mentre si riducono gli acquisti di prodotti a elevato contenuto calorico, come grassi e zuccheri, o comunque non coerenti con stili di vita più salutistici, come gli alcolici.
Il cambiamento del mix dei prodotti vede ancora una crescita del cibo etnico, sia per il peso degli immigrati sulla popolazione che per la crescente commistione culturale che investe anche le abitudini alimentari delle famiglie italiane.
 
Lo stare bene, anche e soprattutto a tavola, è diventato l’ingrediente di base delle scelte degli italiani. Grazie alla maggiore disponibilità di informazioni sulle materie prime utilizzate, sui processi di trasformazione e sugli attributi salutisti degli alimenti, favorite anche dalla diffusione delle tecnologie digitali, il consumatore post crisi è un interlocutore attivo dell’offerta, che sceglie consapevolmente ogni volta quali prodotti consumare, quale a quanta qualità portare sulla propria tavola e a quale prezzo.
 
In particolare, oramai più di quattro italiani su cinque riconoscono di essere guidati nell’acquisto di generi alimentari da caratteristiche di naturalità, salubrità e sostenibilità.
Anzi, in presenza di queste caratteristiche più della metà dei consumatori italiani sembra disponibile a riconoscere una maggiorazione di prezzo.
 
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