Sanzioni alla Russia: le zampe del gatto

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Sanzioni alla Russia: le zampe del gatto

Settembre 2014. “Caever el caestagni dal foog col sanfi dal gatt” è un detto di Parma, dove sono nato. Consiste, per non scottarsi, nel prendere le zampe anteriori del gatto e con quelle, a mo'di pinza, togliere le castagne bollenti dalla cenere del camino. È quello che il presidente Obama (uno che lotterà per il fondo classifica dei presidenti Americani, ben al di sotto di Dick (Tricky) Nixon, un po' menzognero, ma  benemerito per la fine della Guerra nel Vietnam e per l'apertura alla Cina di Mao) tenta di fare promuovendo le sanzioni Occidentali, ma soprattutto europee, verso la Russia.

Alcuni fatti che interessano la nostra business community prima delle opinioni, sono:

1)    La Russia, che importava  dai paesi sanzionatori  43 miliardi di $, per ora ne ha bloccati solo 9.
2)    McDonald's ha registrato un forte caduta di profitti in Agosto per la chiusura dei ristoranti in Russia (e per uno scandalo alimentare in Cina)
3)    L'Australia ha sanzionato un paese a migliaia di km di distanza con cui non ha alcuna questione strategica. Il suo PM si è detto, però, sorpreso e dispiaciuto che la Russia l'abbia presa male e ha affermato che  prenderà misure per compensare i suoi agricoltori per i danni subito dalle mancate esportazioni di carne, pesce, latticini e frutta, sebbene Mr.Putin non abbia ancora colpito, chissà perché, i vini australiani.
4)    Nel 2013 la Spagna ha esportato 340 mio di € di alimenti freschi in Russia. Le organizzazioni degli agricoltori sono ora scese in piazza per ottenere rimborsi che la UE non ha messo a budget. Ad essere colpita in particolare è la produzione di limoni e arance che, a sua volta, scaricherà gli eccessi invenduti sull'Italia.
5)    La Finlandia, che esportava il 10% del totale verso la Russia, annuncia che si trova a breve a correre il rischio di una grave crisi.
6)    L'Austria ha perso il 15% dell'export di carne suina e una parte consistente di quella bovina e il suo settore dell'allevamento ha dichiarato lo stato di crisi. La lituania, già colpita dalla febbre bovina africana (AFN) si dichiara duramente colpita dall'export. La Danimarca subisce una perdita di 220 mio di euro per le mancate vendite di carne suina.
7)    A Chamonix (dove abito) l'Hotel 5 stelle Mont Blanc  appena inaugurato e destinato specificamente ai russi più ricchi ha passato una brutta stagione, che peggiorerà nel clou invernale, tanto più che i ricchi francesi sono in fuga all'estero sotto la minaccia della tassa hollandista del 75%.
8)    E la lista potrebbe continuare con altri 200 (o 2000) punti.

Dall'altra parte
9)    Crescono velocemente le esportazioni in Russia di carne dall'Argentina, dalla Bielorussia e dall'Kazakistan, mentre sono state riammesse  quelle dal Brasile, bloccate nel 2011 a causa di una controversia sull'uso degli ormoni.
10)    Sebbene anche nei periodi peggiori della Guerra Fredda in tutte le capitali europee le banche sovietiche continuarono ad operare liberamente, oggi l'Europa tenta di minare il finanziamento di investimenti russi strategici che però in ricaduta richiederebbero know-how e tecnologie UE.
11)    L'Ucraina minaccia, come massima ritorsione il blocco dei flussi energetici destinati all'Europa (cioè a noi).
12)     Da parte sua la Russia si riserva il blocco degli acquisti di auto (grosse, medie e  anche usate),  dell'abbigliamento e degli articoli di lusso, che non potranno prosperare solo grazie  ai cinesi spendaccioni!
13)     Come passo ulteriore la Russia minaccia il blocco dei voli sul suo territorio. E per chi come me, si è fatto Francoforte-Pechino in economy, l'idea di allungare di ore il volo passando sopra Iraq, Iran, Afghanistan, India, magari nella stagione dei monsoni non è certo gradevole (a parte il maggior consumo di carburante che farebbe saltare i conti delle compagnie aeree più deboli).
14)     Se poi il generale “inverno” che ha sconfitto Napoleone e Hitler, entrasse in gioco con minor gas e petrolio, gli USA non se ne accorgerebbero, ma l'armata Europea, che non sembra brillare per spirito guerriero e neppure di sacrificio potrebbe sbandarsi colpita al portafoglio dal decollo della bolletta del gas e del ticket della pompa.
15)     E infine, la superarma finanziaria. Se assieme alla Cina, la Russia dichiarasse di non accettare più il dollaro come unica moneta di scambio internazionale e di riserva e mettesse in libertà la montagna di dollari che l'amministrazione Obama ha stampato a ritmo forsennato per comprare (attraverso WalMart e compagnia) prodotti del Sud-Est asiatico, … la svalutazione del biglietto verde prima ancora di innescare l'inflazione negli USA, metterebbe in ginocchio, con un euro alle stelle, le esportazioni europee e ancor prima quelle italiane .
16)     E anche questa lista potrebbe diventare molto, molto lunga.

Gli schiavi delle medie statistiche
Il problema è che gli attuali decision-maker sono certamente meno studiosi di quelli, peraltro non brillanti, del passato. Ad esempio sono schiavi, in primo luogo, delle “medie” statistiche. Dicono i funzionari UE, mediamente il volume di export perduto con queste misure pensate e spinte dagli USA a trazione democratica e messe in atto (le zampe del gatto!) dall'Europa, sembra limitato. Peccato che ciò che conta nel business , non è la media, ma la varianza! È  l'asimmetria dei mercati, il problema … non il baricentro del sistema. Se in un nostro meeting entra Bill Gates il nostro reddito medio cresce a dismisura e la pressione fiscale media diminuirebbe, ma non per questo ci sentiremmo più ricchi!

Dunque, se i produttori francesi di champagne non riescono a far bere il loro prodotto ai francesi depressi, venendo a mancare i russi gaudenti, l'impatto nel complesso è modesto, ma nello specifico è disastroso,  Lo stesso accade per i tanti nostri piccoli produttori specializzati il cui export oscuro non fa notizia. Alterare il sistema dei prezzi internazionali attraverso misure del genere è come dare un calcio ad un alveare e pretendere di sapere dove si dirigeranno le api.

La cosa buffa è che uno stuolo di presidenti (primo Obama) che si autoproclamano keynesiani, non capiscano (ammesso che lo abbiano letto) quello che Keynes (che a me non piace, ma che in questo caso aveva ragione), ha scritto nel suo libro “Le consegue economiche della pace”. In esso  stigmatizzava la follia delle “sanzioni” inflitte a Versailles, alla Germania sconfitta anticipandone le conseguenze disastrose. Se Keynes scongiurava di non applicare “punizioni”  economiche a chi aveva scatenato un massacro senza precedenti, forse che per quanto “cattivo” lo si ritenga, è saggio tentare di punire Putin? e prima e più di lui noi stessi?

 

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