Retail Pro SpA nasce per sviluppare il marchio “Pam” in Campania ma, recentemente, ha deciso di investire su un’insegna nuova con tutte le criticità che tale scelta comporta. Quali sono le prospettive per il futuro?
Sembra ieri che, nel 2020, da una partnership tra il gruppo veneto Pam e le famiglie di imprenditori Festante e Martiniello, è nata Retail Pro SpA, con l’obiettivo ambizioso di conquistare quote di mercato nel Centro-Sud, attraverso l’impiego della nota insegna nordica.
Festante e Martiniello avevano deciso di imbarcarsi in questa nuova avventura uscendo dalla compagine sociale di un altro gruppo, Multicedi (Decò), il quale, non potendo più contare sugli acquisti effettuati dai supermercati di tali imprenditori-soci, all’epoca perse una fetta importante di fatturato. L’incarico di guidare Retail Pro SpA andò poi a Giandomenico Barbano, ex Direttore Generale di Multicedi.

La scommessa iniziale
Su RetailWatch abbiamo già commentato le performance di Retail Pro SpA all’interno dell’articolo “Come sta andando l’esperimento di Pam in Campania?“. In tale occasione, scrivevamo che i risultati da bilancio del gruppo, nonostante l’utile, non apparivano particolarmente brillanti.
Sicuramente, sviluppare nuovi store ed un progetto di affiliazione con un’insegna del Nord in un mercato molto presidiato da player consolidati come Multicedi e PAC2000A (Conad) è un’attività che presenta delle insidie.
C’è da dire, però, che Pam, negli ultimi anni soprattutto, ha investito molto sulla qualità del proprio assortimento. In una recente Retail RoadTrip effettuata sulla piazza di Roma, infatti, la redazione di RetailWatch ha potuto notare come l’insegna abbia incrementato il proprio livello di servizio su MDD e fresco in modo evidente.
Se quindi, da un lato, portare l’insegna Pam in Campania rappresentava un rischio, dall’altro Retail Pro SpA poteva contare su un partner che gli coprisse le spalle su alcuni aspetti commercialmente cruciali come la già citata MDD.
Soli contro tutti

Il 7 settembre 2025 abbiamo visitato il cantiere di un nuovo supermercato nella zona di Vitulazio (CE). Il negozio in questione, probabilmente di circa 1.500 mq, ha insegna “Pro7”. Scorgiamo poi la scritta “Retail Pro”.



Parliamo, dunque, di un supermercato di prossima apertura che non avrà insegna “Pam” e che conterà su una nuova linea di prodotti a marchio. Evidentemente, visto quanto riportato sui cartelli esterni, non si tratta di un’insegna dedicata alla politica EDLP che, in Campania, riscontra molto successo grazie a formati quali Sole365 o Dodecà. Pro7 sarà semplicemente un ennesimo player Hi-Lo convenzionale.
Un Retail sempre più isolato
Possiamo tranquillamente dire che oggi il retail è un gioco di volumi. È necessario muovere grandi quantità, infatti, 1) per negoziare con i fornitori e riversare gli sconti ai clienti, diventando competitivi 2) per combattere commercialmente contro i discount che approcciano il 25% di market share e 3) per dotarsi di un prodotto a marchio il quale possa coprire un ampio range di referenze generando al contempo margine e convenienza percepita.
Scegliere, quindi, di lanciare una nuova insegna con i rispettivi prodotti a marchio, potendo contare su un fatturato di appena 300 milioni di euro circa, costituisce sicuramente una mossa azzardata. Ciò soprattutto in un momento storico in cui la Campania è stata commercialmente attaccata anche da Crai Mediterranea, azienda con importanti mezzi finanziari ed un piano di sviluppo molto ambizioso.
Risulta difficile pensare che Retail Pro non potesse entrare magari in una nuova partnership con player nazionali o regionali rilevanti i quali avrebbero potuto assicurare una più solida forza commerciale all’iniziativa. Il caso Pam Campania ci ricorda che in Italia esiste ancora la tendenza ad isolarsi, preferendo rischiare da soli, piuttosto che associarsi e vincere insieme.
In RetailWatch monitoreremo con grande interesse lo sviluppo dell’insegna “Pro7” di modo da verificarne i progressi e commentarne l’andamento.

