Con l’atteso arrivo della quinta e ultima stagione di Stranger Things su Netflix (la prima parte è approdata sulla piattaforma il 27 novembre 2025, mentre l’ultima puntata andrà in onda oggi) la serie ambientata ad Hawkins non si limita più ai soli schermi televisivi. La sua espansione infatti prosegue anche nei supermercati grazie alle strategie di marketing di alcuni grandi marchi.

Dall’Upsidedown alla GDO: Il caso Conad
In Italia, Conad ha attivato una partnership ufficiale con Netflix-Stranger Things. Non è una semplice licenza di prodotto ma un’operazione di loyalty/CRM, pensata per aumentare frequenza d’acquisto e scontrino medio. In altre parole: Stranger Things diventa un vero e proprio strumento di fidelizzazione.
I punti vendita del gruppo hanno trasformato la passione per Stranger Things in un’iniziativa promozionale intensa. Con un meccanismo di raccolta bollini, i clienti in possesso delle carte fedeltà Carta Insieme e Carta Insieme Più ricevono uno sticker ogni 15.00 euro di spesa, con la possibilità di accumularli e richiedere premi a tema Netflix–Stranger Things. In palio, la macchina per popcorn, una cinema cup ed un dinner set in ceramica.


L’operazione, in corso fino all’11 gennaio 2026, Conad la accompagna con il concorso Dal Sottosopra che offre premi interessanti: da Smart TV e abbonamenti Netflix a viaggi esclusivi negli Stati Uniti legati al mondo Netflix stesso. L’obiettivo è chiaro: unire il binge-watching con il piacere del collezionismo, facendo di ogni visita al supermercato un’occasione per immergersi nell’universo della serie. Anche Lidl ha proposto in passato dei prodotti legati a Stranger Things, anche se non si trattò di una grande campagna di licensing come quelle di Conad o Primark bensì di articoli promozionali stagionali inseriti nei suoi volantini.
I grandi marchi che approfittano dell’hype per la serie

Non è solo la GDO italiana a rispondere all’hype per il programma. Molte aziende alimentari hanno infatti lanciato linee di prodotti ispirate alla serie tv. Chupa Chups e Maxibon, per esempio, hanno creato edizioni speciali di lecca-lecca e gelati. KFC, gigante del settore fast-food, ha giocato con il nome “Hawkins Fried Chicken”, soprattutto nel Regno Unito, creando contenuti e packaging a tema Upsidedown per catturare l’attenzione dei fan della trasmissione Netflix. Persino il mondo del caffè italiano prende spunto dallo show: Bialetti, su tutti, ha ideato un’intera collezione collegata a Stranger Things!
La stagione finale di Stranger Things rappresenta un caso di marketing culturale: non più solo una serie da guardare ma un fenomeno da vivere, consumare e collezionare. A differenza delle campagne tradizionali, queste partnership cercano di intrecciare esperienze reali, consumo quotidiano e identità dei fan, creando un terreno di convergenza tra cultura pop e mass market. Nell’ambito della GDO, insegne come Conad non stanno semplicemente vendendo prodotti: stanno interpretando l’atto di fare la spesa come esperienza sociale e culturale.

