Viganò-TradeLab: multipolarità è post omnichannel

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Viganò-TradeLab: multipolarità è post omnichannel

Aprile 2014. Massimo Viganò ha presentato una innovativa ricerca (sponsor Canali e GS1 Italy Ecr-Indicod) sulla multipolarità (scaricarla qui).

La ricerca dimostra che ormai siamo in epoca post-omnichannel e questo denota la velocità del cambiamento in atto. Bisogna studiare i singoli canali di vendita inserendoli nel contesto più generale della multipolarità, ed è questo che conta per il consumatore che  fa shopping (e osservazione di nuovi prodotti e brand, suggerisce Luca Pellegrini, presidente di Trade Lab) avendo dimenticato proprio il concetto di canale di vendita. Forse è più importante il ruolo del territorio che comprende oltre allo shopping i servizi e il turismo (Pellegrini parla di territorializzazione).

Per Malaspina (Cncc) siamo ormai al No Channel

Pietro Malaspina, presidente del Consiglio nazionale dei centri commerciali, si dice d’accordo su questo superamento e parla addirittura di no-channel. Nel fare questo bisogna ricordarsi, sottolinea Malaspina che il CCI, in quanto tale, non vende nulla perché è un luogo di frequentazione, certo al suo interno organizza il retail, ma il centro commerciale ha un ruolo gerarchicamente più alto e diverso. Il centro commerciale deve attrarre persone che si trasformeranno poi in clienti delle singole insegne di commercio o di ristorazione o di leasure.

Forse, sottolinea Viganò, commentando lo studio sulla Multipolarità, dobbiamo registrare una maggior attrattività dei centri urbani versus i centri commerciali, che appaiono con un’offerta più omogenea che necessita di rivitalizzazione.

Per Mora (Regione Lombardia) vale il territorio

Paolo Mora, direttore dell’Assessorato al commercio della Regione Lombardia la ricerca illustrata da Viganò permette un passo in avanti nel comprendere il cambiamento economico e sociale in atto: non c’è chi vince o chi perde ma, partendo dai distretti commerciali, bisogna guardare con ottica positiva alla multipolarità che si sta producendo. Oltretutto la ricerca mostra che il cosiddetto commercio tradizionale è uno zoccolo duro che tiene nonostante questo cambiamento e tutte le imprese commerciali diventano allora una risorsa per il territorio nel suo insieme.


Per Marco Cuppini (GS1 Italy Indicod Ecr) vale l’innovazione

Dove c’è innovazione e un’offerta di valore ci sono sempre più consumatori. Ricordiamoci che questi ultimi sono più avanti delle imprese e sono più mobili nell’adattarsi ai cambiamenti. Il cambiamento, sottolinea Cuppini, riguarda tutta la filiera del commercio e cioè i produttori, i retailer e i servizi, se non si concertano azioni in comune è difficile poi soddisfare le esigenze di acquisto e di consumo che cambiano in continuazione.

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