Whiplash: una narrazione di cruda psicologia

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Whiplash: una narrazione di cruda psicologia

“Non esistono due parole in questa lingua più nocive di Ben-Fatto” (Terence Fletcher)
 
La giuria degli Oscar potrebbe realmente trovarsi alle strette quest’anno. Birdman, Boyhood, The Grand Budapest Hotel, The Imitation Game. Si tratta di una lista da capogiro. Giovedì, tuttavia, in Italia è uscito a tradimento un altro film nominato alla statuetta. Si tratta di Whiplash, regia di Damien Chazelle.  È vero- Birdman è Il film del 2015, nulla gli si può togliere, ma questa pellicola, firmata da un ventinovenne di Providence, è pura dinamite. Come accade in certi incidenti, non lo si è visto arrivare, è sbucato all’improvviso da dietro l’angolo e investe il malcapitato pubblico con la massa di un Tir.
 
Andrew (Miles Teller) studia percussioni al conservatorio Shaffer di Manhattan, considerato uno dei migliori del paese. La sua ambizione è entrare a far parte dell’Olimpo dei più grandi jazzisti di tutti i tempi e per riuscirci è pronto a qualsiasi tipo di sforzo e sacrificio. Inaspettatamente, Terence Fletcher (J. K. SimmonsJuno/ 2007; Thank you for smoking/ 2005), temuto e rinomato direttore d’orchestra, lo invita a prendere parte alle prove della sua band. Comincia un’epopea per il ragazzo, incastrato tra gli scatti d’ira e le umiliazioni del maestro e la propria tenacia nel perseguire le sue aspirazioni. Si assottiglia così facendo, minuto per minuto, la linea tra passione e ossessione, portando lo sfortunato protagonista ripetutamente sull’orlo dei propri limiti. Ma, attenzione, la trama si sviluppa in un modo del tutto inaspettato, culminando in un finale che rimette in discussione la persistente retorica del cinema americano degli ultimi vent’anni.
 
Come avevamo avuto recentemente modo di osservare in Birdman, anch’esso un esercizio di stile improntato fortemente sul ritmo e, coincidenza, imperniato sulle percussioni, così anche in Whiplash ritroviamo la medesima scansione narrativa per battiti di rullante e strazio di piatti bagnati di sudore e sangue.
Questo è un film capace come pochi di prendere allo stomaco, con uno studio sulla violenza psicologica unico nel suo genere, fino a sfiorare una narrazione sadica, capace di tuffarsi nelle dinamiche più recondite del rapporto di sottomissione tra docente e alunno, attraverso un’analisi spietata del sistema di potere che lo governa.
Chi conosce almeno un musicista professionista sa bene di cosa stiamo parlando. Il linguaggio musicale ha un’interpretazione completamente oscura ai profani. Una grammatica delicata e violenta già più volte considerata dalla Settima Arte in film che Whiplash non teme di raggiungere e, spesso, superare come gli intramontabili Shine (1996, con Geoffrey Rush) e Amadeus (di Forman, 1984).
 
Simmons ha già incassato il Golden Globe come Miglior attore non protagonista e attende la statuetta, mentre la pellicola conta altre tre nomination oltre a quella per Miglior film (Sceneggiatura, Montaggio e Sonoro) e al Sundance ha già riscosso Gran Premio della giuria e del pubblico. Il giovane regista, al suo secondo film, si presenta insomma in pompa magna, con una grande padronanza del linguaggio cinematografico. Chazelle rientra quindi in quella nuova generazione di enfant prodige come il canadese Xavier Dolan (Mommy/ 2014) che non temono l’innovazione: un Cinema mai facile che guarda dritto agli istinti più carnali e sanguigni dell’essere umano, senza considerare minimamente la possibilità di accontentarsi che i loro film, come direbbe Scorsese, “semplicemente stiano a galla”.
 
Gli abbinamenti di Luigi Rubinelli
 
Difficile trovare gli abbinamenti per un film psicologico e crudo. Ci tentiamo.
 
Vino
Un vino da psicologi per la sua forte rivalutazione e la sua storia nascosta potrebbe essere il Lambrusco. Consigliamo il Lambrusco di Sorbara del fondatore: un vino a più face e ogni volta diverso, teso e austere, pieno e comunque con effetti sorprendenti. Arancia?. Chiarli 1860, Modena.
 
Formaggio
Mah, impresa non facile davvero. Provate la scamorza e scegliete fra quella abruzzese. Non siete convinti?, provate allora quella della Basilicata o pugliese, ci sono diversi produttori soprattutto per quella pugliese.
 
Cioccolato
Abbinate alla fine il Lambrusco con gianduiotti di cioccolato fondente e fondente all'arancia di Pernigotti, gusto dimenticato e complesso e anch’esso a più facce, difficile da trovare, ma se lo trovaste, un abbinamento perfetto con il Lambrusco di cui sopra.
 
Sappiateci dire.
 

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